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Tesori inesplorati. Le biblioteche dell’Università di Firenze in mostra

Biblioteca Medicea Laurenziana, fino al 23 giugno 2017

 

 

Papiri, manoscritti, antichi esemplari a stampa, carte geografiche, disegni, incisioni, acquerelli sono i protagonisti di una splendida mostra che a Firenze, nelle sale della Biblioteca Medicea Laurenziana, intende offrire al visitatore, grazie a una settantina di opere accuratamente selezionate, una ideale panoramica dello straordinario patrimonio bibliografico-documentale dell’Università di Firenze.

 

Il valore scientifico-culturale e la bellezza anche iconografica dei “tesori” selezionati diventano così la porta di accesso a un giacimento culturale che con i suoi quattro milioni di “pezzi” risulta sicuramente uno dei più ricchi, pregevoli e significativi del mondo accademico non solo italiano ma internazionale. Sei le sezioni: Il corpo umano e la sua cura; Le scienze naturali dal Medioevo all’età moderna; Alle origini del diritto; Tecnologie in evoluzione; Firenze, il Mediterraneo e l’Oriente; Il Novecento. Temi che si intrecciano rinviando alla storia del fiorentino Istituto di Studi Superiori nato nel 1859, a quella dell’Ateneo e della città di Firenze, con l’intento di contribuire alla “terza missione” dell’Università: aprirsi alla cittadinanza creando percorsi di conoscenza.

 

Ampio l’arco delle discipline rappresentate: dai papiri intesi come riflesso delle antiche civiltà del Mediterraneo a un prezioso codice erbario tardo-medioevale con miniature a piena pagina; dalle principali fonti del diritto tra Medioevo ed età moderna a testi di agronomia e scienze forestali; dalle prime classificazioni botaniche e zoologiche frutto delle esplorazioni di territori sconosciuti alla trattatistica architettonica e militare del Cinque-Seicento; per finire con testi e autografi moderni e contemporanei come i temi scritti nel 1911 da Dino Campana per un concorso all’insegnamento della lingua francese, le dediche autografe di Giuseppe Ungaretti e Eugenio Montale ad Aldo Palazzeschi, e alcune prestigiose riviste del primo Novecento.

La mostra, cui hanno prestato le proprie cure la direttrice della Biblioteca Medicea Laurenziana Ida Giovanna Rao, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, il presidente del comitato scientifico Stefano Zamponi e il curatore del catalogo Stefano Mazzoni, è arricchita da supporti multimediali che delineano ulteriori percorsi e consentono di approfondire i contenuti delle opere in mostra.

 

Un touch-screen e uno sfogliatore permettono inoltre di consultare esemplari preziosi, emblematici della ricchezza delle collezioni delle cinque biblioteche dell’Università di Firenze: Biomedica, di Scienze, di Scienze sociali, di Scienze tecnologiche e Umanistica. Una mostra virtuale, accessibile da www.sba.unifi.it, il portale del sistema bibliotecario dell’Università di Firenze, si affianca all’esposizione e sarà consultabile in modo permanente.

 

 

 

Alumina 57

In questo numero molti sono gli articoli interessanti scritti dai nostri collaboratori: Ulrike Bauer-Eberhardt, Gianfranco Malafarina, Yvonne Szafran, Bryan C. Keene, Davide Gasparotto, Lia Cesareo; ve ne segnaliamo uno di Daniele Guernelli su un celebre e avveduto collezionista, Henry Yates Thompson, e uno di Amedeo Serra Desfilis su un antico atlante realizzato da Battista Agnese per l’imperatore Carlo V.


Il nuovo numero è online! 

 

 

Mistero alchemico

Riportiamo il primo paragrafo di un interessante articolo di Alejandro García Avilés e Carlos Espí Forcén dal numero 55.

Se vi ha incuriosito potete andare a leggere tutto l’articolo nel nostro sito

 

MISTERO ALCHEMICO

LO SPLENDOR SOLIS DI PARIGI

Tramutare il metallo in oro. Curare ogni malattia. Vivere fino a centocinquant’anni. Muovendo da testi dell’Antichità e del mondo islamico, l’Europa medievale soggiace al fascino misterioso e arcano dell’alchimia, lasciandosi conquistare da trattati esoterici come lo Splendor Solis della Bibliothèque nationale di Parigi.

Nel 1598 venne pubblicata in una località non lontana dal lago di Costanza un’opera chiamata Aureum Vellus, comprendente un trattatello alchemico intitolato Splendor Solis contenente tra l’altro un profilo biografico del presunto autore, un personaggio probabilmente vissuto un secolo prima e noto ai posteri quale maestro del grande Paracelso. Salomone Trismosin, questo il nome del personaggio in questione, avrebbe intrapreso a partire dal 1473 un viaggio per Lubiana, Milano e Venezia con lo scopo di svelare i segreti dell’alchimia. Durante il suo periplo attraverso mezza Europa avrebbe avuto occasione di effettuare per la prima volta la trasmutazione di metalli vili in oro, e ciò l’avrebbe indotto ad approfondire le sue conoscenze mediante lo studio di opere alchemiche dell’antico Egitto, la patria del mitico maestro delle scienze occulte Ermete Trismegisto, presunta culla d’origine dell’alchimia. Secondo l’Aureum Vellus, nel 1521 Trismosin, già anziano, sarebbe giunto a Costantinopoli, dove avrebbe conosciuto Paracelso, il più famoso medico occidentale dell’Antichità (il soprannome significa “superiore a Celso”, il celebre medico romano), al quale avrebbe trasmesso tutto il suo sapere donandogli la pietra filosofale. Paracelso avrebbe appreso peraltro dal suo maestro che lo scopo dell’alchimia non è solo trasformare i metalli vili in argento oppure oro, ma che esiste un obiettivo più importante: creare un rimedio contro tutte le malattie. Con la pietra filosofale, secondo quanto afferma l’Aureum Vellus, Trismosin avrebbe infatti curato uomini e donne, risolvendo il problema della sterilità di molte donne e prolungando la vita degli uomini fino alla rispettabile età di centocinquant’anni.

 

Auguri!

La Redazione di Nova Charta augura a tutti Buone Feste!

 

Sostieni un grande progetto culturale

 

Progetto Editoriale e Nova Charta, nell’ambito del programma Salviamo un Codice, invitano a partecipare a una grande iniziativa internazionale quale contributo al recupero e alla conservazione dell’immenso patrimonio editoriale, artistico e librario italiano.

 

Ha inizio infatti in questi giorni la campagna promozionale Cultura e Partecipazione rivolta oltre che ai nostri tanti Clienti a tutte quelle persone, sensibili, curiose e disponibili che vorranno essere protagoniste di questa impegnativa ma quanto mai gratificante avventura che se da un lato è una sfida all’immobilismo e all’incuria, dall’altro si ricollega con quanti oggi nel nostro Paese, persone fisiche, Enti, Aziende, Musei e Istituzioni sono già in prima fila in questa battaglia di civiltà che guarda alla cultura in termini concreti di reale sviluppo e di proiezione nel futuro.

 

La Manifestazione del prossimo 12 novembre a Torino sarà un’ottima prima occasione di incontro e di discussione comune.

 

Oltre le parole

Trasferiti sull’altra sponda dell’Atlantico dalla passione di bibliofili, mecenati e collezionisti, migliaia di codici miniati del Vecchio Continente sono oggi onore e vanto delle più prestigiose istituzioni museali e universitarie di Boston. Un ricco patrimonio di pagine stupende, oggi accessibile per la prima volta al grande pubblico grazie a una straordinaria occasione espositiva.

beyondwords2016.org

 

Le collezioni presenti nell’area di Boston costituiscono uno dei più importanti ensemble di manoscritti miniati di tutto il Nord America. Purtroppo però essi sono rimasti in larga misura sconosciuti agli studiosi e al grande pubblico. “Beyond Words: Illuminated Manuscripts in Boston Collections” (Oltre le parole: i manoscritti miniati nelle collezioni di Boston) è la prima mostra a esibire gli straordinari capolavori di queste collezioni. Si tratta di un progetto ambizioso nato grazie a una collaborazione a livello metropolitano, notevole per le dimensioni del suo team di curatori, per il numero delle istituzioni che hanno prestato le opere e per le numerose sedi delle esposizioni. “Beyond Words” segue le orme di altre iniziative che sono riuscite ad attirare l’attenzione del pubblico verso i contenuti di collezioni pubbliche di città americane e britanniche come “Leaves of Gold: Treasures of Manuscript Illumination from Philadelphia Collections” (Pagine dorate: i tesori della miniatura nei manoscritti delle collezioni di Philadelphia; 2001-2002) e “Cambridge Illuminations” (Le miniature di Cambridge; 2005).

L’articolo completo di Anne – Marie Eze uscirà a breve sul prossimo numero di Alumina

 

Festival del Medioevo

 

Gubbio
dal 4 al 9 ottobre 2016 

“Il Medioevo è la nostra giovinezza, e forse la nostra infanzia” amava ripetere Jacques Le Goff.

Ecco, forse è proprio per questo che in una società che invecchia rapidamente, nutrendo non poche nostalgie per i suoi anni giovanili, è sempre più vivo l’interesse per un Medioevo idealizzato, mitico e fiabesco, avvolto a torto da un corrusco alone di oscurità e barbarie. Si è venuta così a creare in pochi anni, in tutta Europa, una vasta platea di cultori dell’Età di Mezzo a cui storici e divulgatori, medievisti insigni e validi pubblicisti hanno saputo fornire, negli ultimi tempi, ricostruzioni accattivanti e contenuti accessibili, supportati da una pletora di eventi cui fanno da cornice borghi ancora intatti e suggestivi contesti ambientali.

 

Tra questi, la cittadina di Gubbio, una delle gemme del nostro Medioevo, è riuscita lo scorso anno a ritagliarsi uno spazio originale e di tutto rilievo, creando un format inedito che ha subito conquistato il pubblico degli appassionati: agili faccia a faccia con cui i maggiori studiosi della materia riescono a raccontare la Storia e le storie, dalle invasioni barbariche a Carlo Magno, da Gregorio VII a Matilde di Canossa, dalla lotta per le investiture alla nascita dei liberi comuni.

Dopo una prima edizione che ha registrato la partecipazione di oltre 40mila persone e la presenza di una settantina di studiosi, quest’anno “la più bella città medievale” ci offre per la seconda volta una manifestazione dal 4 al 9 ottobre tutta dedicata alla divulgazione storica, unica del suo genere nel panorama nazionale. Teatro del festival sono le strade, le piazze e i palazzi storici della città, un palcoscenico straordinario in cui i più qualificati storici italiani ed europei, insieme a scrittori, giornalisti e uomini di spettacolo, affrontano una vera e propria sfida culturale: quella di raccontare al grande pubblico in modo “facile” e appassionante dieci secoli di storia, dalla caduta dell’impero romano alla scoperta dell’America (476- 1492).

Tutti gli incontri con gli autori sono gratuiti e a ingresso libero, mentre a fare da contorno gli organizzatori hanno previsto una Fiera del Libro Medievale, alla quale partecipano le maggiori case editrici italiane, e decine di altri eventi collaterali: mercati, mostre, film, rievocazioni, spettacoli, concerti, laboratori per bambini, erbari, giochi di ruolo e visite culturali guidate.

 

 

Mindful Hands: la miniatura a Venezia

 

Alla Fondazione Cini dal 17 settembre all’8 gennaio saranno esposte 133 opere tra i 236 pezzi della collezione acquisita dal conte Vittorio Cini tra il 1939 e il 1940 e poi donata alla Fondazione.

 

La mostra è a cura di Federica Toniolo docente di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Padova, Massimo Medica, direttore del Museo Civico Medievale di Bologna, e Alessandro Martoni, Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, che hanno curato anche la catalogazione scientifica dell’intera raccolta.

La collezione di miniature di Vittorio Cini rappresenta una delle più importanti raccolte al mondo di questo genere, formata da pagine e iniziali miniate ritagliate, per lo più provenienti da libri liturgici (graduali e antifonari), paragonabile sia per tipologia che per qualità a collezioni come la Wildenstein custodita al Musée Marmottan di Parigi o quella di Robert Owen Lehman Senior, fino a pochi anni depositata al Metropolitan Museum di New York. La collezione Cini è rappresentativa delle principali scuole italiane di miniatura e raccoglie le creazioni di alcuni dei più importanti miniatori attivi tra XII e XVI secolo.

 

Per approfondimenti:

Nova Charta nel numero 39 di Alumina ha pubblicato un articolo di Fabio Luca Bossetto in cui tutta la collezione vi è descritta:

FOGLI IN LAGUNA

LE MINIATURE DELLA FONDAZIONE GIORGIO CINI

Eccezionale testimonianza di un momento di gusto e di cultura che tendeva a privilegiare l’immagine miniata rispetto alla complessa e molteplice articolazione del codice di appartenenza, i cuttings della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, benché isolati dal contesto originario, forniscono al mondo degli studi innumerevoli spunti di approfondimento formale e tecnico, liturgico e storico, collezionistico e documentario

 

Dal 17 settembre 2016 all’8 gennaio 2017,
la mostra sarà aperta tutti i giorni tranne il mercoledì
11.00 – 19.00
Biglietto intero: 12 €
Biglietti ridotti: 10 €, 7 €

 

Da Alumina 53: Ricordi di scuola

Nel numero 53 di Alumina è stato pubblicato un articolo dal titolo Ricordi di scuola. Il codice Sforza di Torino scritto a due mani da Maria Rosaria Manunta ex direttrice della Biblioteca Universitaria di Sassari e Giovanni Saccani attuale direttore della Biblioteca Reale di Torino.

L’articolo descrive due personaggi d’eccezione, l’umanista Francesco Filelfo e il giovane Ludovico Maria Sforza e un prezioso quadernetto, in cui nell’autunno del 1467 il futuro signore di Milano annota, sotto la guida del maestro, alcuni commenti su un celebre trattato di retorica. Nasce così un capolavoro della miniatura che oggi rivive grazie a una raffinata edizione in facsimile della casa editrice Nova Charta.

 

Certi che vi possa far piacere vedere in anteprima le immagini di questo splendido breve codice, pubblichiamo gratuitamente il pdf dell’articolo che potete scaricare qui 

 

 

 

Alumina 54

Abbiamo pubblicato il numero 54 di  Alumina  in cui troverete la storia di Giovanni Belbello miniatore di Pavia, le più importanti mostre europee dell’ars illuminandi e la descrizione  di uno splendido manoscritto miniato del Getty Museum con articoli di Gianfranco Malafarina, Daniele Guernelli, Stella Panayotova, Jofefina Planas e Inés Padrosa, Claudia Fabian, Fabrizio Lollini.

 

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