Codici

Alumina 57

In questo numero molti sono gli articoli interessanti scritti dai nostri collaboratori: Ulrike Bauer-Eberhardt, Gianfranco Malafarina, Yvonne Szafran, Bryan C. Keene, Davide Gasparotto, Lia Cesareo; ve ne segnaliamo uno di Daniele Guernelli su un celebre e avveduto collezionista, Henry Yates Thompson, e uno di Amedeo Serra Desfilis su un antico atlante realizzato da Battista Agnese per l’imperatore Carlo V.


Il nuovo numero è online! 

 

 

La bellezza nei libri

La bellezza nei libri 

Cultura e devozione nei codici miniati della Biblioteca Universitaria di Padova

 

All’Oratorio di San Rocco a Padova Venerdì 7 aprile 2017 alle ore 18 si inaugura l’esposizione di una selezione di manoscritti medievali di particolare interesse culturale storico-artistica realizzati tra il XII e XVI secolo, scritti e miniati in Italia e in Europa.

Libri antichi di studio, devozione e scienza illustrati con pitture ora eleganti e raffinate, ora più ingenue e popolari, ma sempre sorprendenti per la loro fantasia. Inoltre, alcuni manoscritti si rivelano di pregio non solo nell’ornato, ma anche nella qualità della pergamena e nel nitore della scrittura.

In occasione della mostra è previsto un ciclo di incontri della Biblioteca Universitaria di Padova, via San Biagio 7:

19 aprile, ore 17.00 – Federica Toniolo La bellezza nei libri. Cultura e devozione nei manoscritti miniati della Biblioteca Universitaria di Padova

26 aprile, ore 17.00 Alfio Catalano Giovanni Cassiano, l’autore e le opere – Chiara Ponchia Il manoscritto delle opere di Giovanni Cassiano della Biblioteca Universitaria di Padova

3 maggio, ore 17.00 Laura Zabeo I primi manoscritti all’antica tra Padova e Venezia Informazioni

La Mostra è a cura di: Federica Toniolo (Docente di Storia della Miniatura presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova); Nicoletta Giovè (Docente di Paleografia latina presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Padova); Leonardo Granata, Chiara Ponchia (Ricercatrice presso il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Padova), Pietro Gnan e Lavinia Prosdocimi (Biblioteca Universitaria di Padova)

Ingresso libero

Orario: 9.30-12.30 e 15.30-19,

lunedì chiuso, aperto Pasqua e Pasquetta

Settore Cultura Turismo Musei e Biblioteche Tel. 049 8204547-4588

 

La mostra sarà aperta fino al 7 maggio 2017


Alumina 56

Nel numero 56 pubblichiamo la seconda parte della storia del miniatore francese Vincent Raymond scritto da Elena De Laurentiis, i tesori della biblioteca del monastero boemo di Strahov di Daniele Guernelli, la notizia di un codice restaurato e restituito alla Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei di Tito Saffiotti e inoltre bellissimi articoli di Josefina Planas, Annalisa Bellerio e Gianfranco Malafarina.

Mistero alchemico

Riportiamo il primo paragrafo di un interessante articolo di Alejandro García Avilés e Carlos Espí Forcén dal numero 55.

Se vi ha incuriosito potete andare a leggere tutto l’articolo nel nostro sito

 

MISTERO ALCHEMICO

LO SPLENDOR SOLIS DI PARIGI

Tramutare il metallo in oro. Curare ogni malattia. Vivere fino a centocinquant’anni. Muovendo da testi dell’Antichità e del mondo islamico, l’Europa medievale soggiace al fascino misterioso e arcano dell’alchimia, lasciandosi conquistare da trattati esoterici come lo Splendor Solis della Bibliothèque nationale di Parigi.

Nel 1598 venne pubblicata in una località non lontana dal lago di Costanza un’opera chiamata Aureum Vellus, comprendente un trattatello alchemico intitolato Splendor Solis contenente tra l’altro un profilo biografico del presunto autore, un personaggio probabilmente vissuto un secolo prima e noto ai posteri quale maestro del grande Paracelso. Salomone Trismosin, questo il nome del personaggio in questione, avrebbe intrapreso a partire dal 1473 un viaggio per Lubiana, Milano e Venezia con lo scopo di svelare i segreti dell’alchimia. Durante il suo periplo attraverso mezza Europa avrebbe avuto occasione di effettuare per la prima volta la trasmutazione di metalli vili in oro, e ciò l’avrebbe indotto ad approfondire le sue conoscenze mediante lo studio di opere alchemiche dell’antico Egitto, la patria del mitico maestro delle scienze occulte Ermete Trismegisto, presunta culla d’origine dell’alchimia. Secondo l’Aureum Vellus, nel 1521 Trismosin, già anziano, sarebbe giunto a Costantinopoli, dove avrebbe conosciuto Paracelso, il più famoso medico occidentale dell’Antichità (il soprannome significa “superiore a Celso”, il celebre medico romano), al quale avrebbe trasmesso tutto il suo sapere donandogli la pietra filosofale. Paracelso avrebbe appreso peraltro dal suo maestro che lo scopo dell’alchimia non è solo trasformare i metalli vili in argento oppure oro, ma che esiste un obiettivo più importante: creare un rimedio contro tutte le malattie. Con la pietra filosofale, secondo quanto afferma l’Aureum Vellus, Trismosin avrebbe infatti curato uomini e donne, risolvendo il problema della sterilità di molte donne e prolungando la vita degli uomini fino alla rispettabile età di centocinquant’anni.

 

Sostieni un grande progetto culturale

 

Progetto Editoriale e Nova Charta, nell’ambito del programma Salviamo un Codice, invitano a partecipare a una grande iniziativa internazionale quale contributo al recupero e alla conservazione dell’immenso patrimonio editoriale, artistico e librario italiano.

 

Ha inizio infatti in questi giorni la campagna promozionale Cultura e Partecipazione rivolta oltre che ai nostri tanti Clienti a tutte quelle persone, sensibili, curiose e disponibili che vorranno essere protagoniste di questa impegnativa ma quanto mai gratificante avventura che se da un lato è una sfida all’immobilismo e all’incuria, dall’altro si ricollega con quanti oggi nel nostro Paese, persone fisiche, Enti, Aziende, Musei e Istituzioni sono già in prima fila in questa battaglia di civiltà che guarda alla cultura in termini concreti di reale sviluppo e di proiezione nel futuro.

 

La Manifestazione del prossimo 12 novembre a Torino sarà un’ottima prima occasione di incontro e di discussione comune.

 

Da Alumina 53: Ricordi di scuola

Nel numero 53 di Alumina è stato pubblicato un articolo dal titolo Ricordi di scuola. Il codice Sforza di Torino scritto a due mani da Maria Rosaria Manunta ex direttrice della Biblioteca Universitaria di Sassari e Giovanni Saccani attuale direttore della Biblioteca Reale di Torino.

L’articolo descrive due personaggi d’eccezione, l’umanista Francesco Filelfo e il giovane Ludovico Maria Sforza e un prezioso quadernetto, in cui nell’autunno del 1467 il futuro signore di Milano annota, sotto la guida del maestro, alcuni commenti su un celebre trattato di retorica. Nasce così un capolavoro della miniatura che oggi rivive grazie a una raffinata edizione in facsimile della casa editrice Nova Charta.

 

Certi che vi possa far piacere vedere in anteprima le immagini di questo splendido breve codice, pubblichiamo gratuitamente il pdf dell’articolo che potete scaricare qui 

 

 

 

Gli Angeli caduti del Codex Colombanus

Dopo avere portato a Firenze, tre anni fa, il ciclopico tomo del suo Codex Colombanus, attrazione principale della mostra Miniatura Viva allestita da Alumina e Nova Charta alla Biblioteca Riccardiana, Piero Colombani non ha cessato di annotare, con i consueti accenti della sua inesauribile vena fantastica e visionaria, il decorso quotidiano della sua vita d’artista, scandita da una perenne, insopprimibile volontà di dare forma e colore ai fantasmi del nostro tempo fissandone le impronte su un’opera in forma di Bibbia atlantica, davvero degna per impegno e dimensioni del Guinness dei primati. Anche tra le pagine più recenti di questo suo imponente opus majus, è dato così ritrovare il linguaggio inconfondibile della sua pittura a un tempo creaturale e metamorfica, espressionista e magmatica, intrisa di una vasta congerie di suggestioni letterarie e figurative che l’artista stesso non si cura di occultare ma si compiace quasi di ostentare dopo averne fagocitato vorace- mente i nutrimenti più essenziali.

Una pittura, quella del maestro di Sarzana, nutrita peraltro di una nativa, dirompente, quasi selvaggia volontà di sublimazione estetica cucita sul rovescio di una profonda, sofferta macerazione interiore. In Colombani, di fatto, a talune remote ascendenze riconducibili a Ensor e a Munch, si assomma la linea del simbolismo germanico e franco-belga di fine Ottocento, assimilata attraverso l’opera di Böcklin e di Khnopff e corroborata, quasi inconsapevolmente, dalla duplice svolta impressa poco dopo alla pittura, in area mitteleuro- pea, da un lato dalla nervosa sensibilità materica e gestuale del tardo impressionismo dei tedeschi Corinth e Liebermann, dall’altro dalla protesta antidecorativa attuata allo scoccare della finis Austriae, con non mi- nore virulenza cromatica, tematica e compositiva, dalla generazione post-secessionista di artisti come gli austriaci Egon Schiele, Oskar Kokoschka e Richard Gerstl.

A conferma, si noti come tra le pagine più pre- gnanti e dense di significato di questo Profeta del Nuovo Gotico si collochino non a caso quelle dedicate al tema dell’Angelo caduto: motivo di intensa, apocalittica drammaticità che contribuisce a fare del Codex Colombanus una sorta di Bibbia laica del nostro tempo.

 

I draghi nella miniatura

Nel nostro ultimo numero, Alumina 51, abbiamo pubblicato un interessante articolo di Annalisa Bellerio sulla simbologia del drago nella miniatura dal titolo: Piccoli mostri. 

Riportiamo un storia mitologica cinese inserita nell’articolo che ben spiega l’importanza dei draghi.

 

I quattro draghi che salvarono la Cina

Un tempo non c’erano né fiumi né laghi sulla terra, ma solo il Mare d’Oriente, nel quale vivevano quattro draghi: Drago Lungo, Drago Giallo, Drago Nero e Drago Perla. Un giorno essi decisero di lasciare il mare per salire in cielo, a giocare tra le nuvole. Da lì in alto videro molte persone che offrivano frutta e dolci, e bruciavano incenso pregando il Dio del Cielo di mandare loro la pioggia. Perché era da lungo tempo che non pioveva, e i campi coltivati inaridivano, l’erba ingialliva e il terreno si spaccava sotto il sole cocente.

 

“Moriranno se non arriverà presto la pioggia”, disse Drago Giallo. Allora andarono insieme al Palazzo del Cielo per chiedere all’imperatore di far piovere. L’Imperatore di Giada aveva potere su ogni cosa, in cielo, sulla terra e nel mare. Egli non fu contento di vedere che i draghi non erano al loro posto.

Drago Lungo si fece avanti e disse: “Maestà, sulla terra i raccolti stanno bruciando. Vi prego, fate piovere subito”. “Bene, andatevene e domani manderò la pioggia”, acconsentì l’imperatore, continuando ad ascoltare i canti delle fate. “Grazie, Maestà”, si rallegrarono i draghi, e tornarono indietro. Ma passarono i giorni e non cadde nemmeno una goccia di pioggia.

 

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Salviamo il Roman de Meladius

Vorremmo segnalarvi una importante campagna di raccolta fondi lanciata dalla Fondazione Ezio Franceschini Onlus per salvare un manoscritto italiano del Trecento che rischia di non poter più essere consultato da studiosi e storici. Di questa iniziativa se ne sono occupati anche il Corriere della Sera e il Sole 24 Ore

Si tratta della copia più antica di un romanzo in francese medievale il Roman de Meladius,  che tratta le avventure di Meliadus, il padre di Tristano, un prequel delle storie di Re Artù e della sua corte. E’ un manoscritto di 288 fogli di pergamena, scritto nell’Italia settentrionale attorno al 1320 e dal tipo di miniature sembra provenire dal circolo di Nicolò da Bologna. Ora è stato messo in vendita dagli attuali proprietari, dopo che per anni lo avevano reso disponibile alla consultazione degli studiosi presso la Parker Library del Corpus Christi College (Cambridge).

C’è dunque il rischio molto concreto che esso sia venduto a un altro collezionista, e non sia più consultabile da parte degli studiosi, uscendo dalle sedi di conservazione del patrimonio culturale europeo. Dato che il testo non è mai stato pubblicato in edizione moderna, la perdita sarebbe irrecuperabile.

Per evitare che questo accada, la Fondazione Ezio Franceschini Onlus (FEF) si rivolge alla comunità degli studiosi e a chiunque abbia interesse per la cultura medievale, per ottenere aiuto al fine di assicurare che questo capolavoro rimanga in Europa e sia disponibile per la ricerca.

Il prezzo del manoscritto si aggira attorno ai 250.000 euro, se la raccolta di fondi avrà successo, la FEF si impegna fin d’ora a digitalizzare il manoscritto e a renderlo universalmente accessibile on line, oltre che a custodirlo in modo sicuro.

 

Bisogna recuperare questa cifra entro il 31 dicembre 2015, c’è poco tempo ma ci proviamo.

Per partecipare:

1. Modalità di donazione:

- versamento su c/c bancario, IBAN: IT15X0503402800000000104014, SWIFT: BAPPIT21P36

intestato alla Fondazione Ezio Franceschini ONLUS

- pagamento via paypal:

2. Causale: si raccomanda di indicare come causale “Donazione Meliadus”.

3. Trasparenza: tutti i nominativi dei donatori saranno pubblicati sul sito web della FEF. Chi non desidera apparire è pregato di segnalarlo per email a segreteria@fefonlus.it.

4. Protezione dati: tutti i dati sensibili sono protetti secondo la legislazione Europea.

5. Se non raggiungiamo l’obiettivo: Qualora la campagna non raggiungesse l’obiettivo, la FEF garantisce la restituzione automatica delle cifre ai donatori. Chi desidera lasciare comunque la donazione alla FEF per sostenerne l’attività è pregato di segnalarlo per email a segreteria@fefonlus.it.

6. Contattosegreteria@fefonlus.it

Di seguito riportiamo i Benefici Fiscali per questo tipo di donazioni:

Dato che la FEF è una ONLUS, ogni donazione per questa causa genera dei benefici fiscali.

Per le persone fisiche, si può scegliere tra:

a) deduzione nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque fino a 70.000 € (art. 14 del D.L. 35/2005)

b) detrazione di imposta del 26% per importo non superiore a 30.000 € (art. 1 comma 137 della L. 190/2014)

 

Per le imprese e per tutti i soggetti IRES titolari di reddito di impresa, si può scegliere tra:

a) deduzione nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato e comunque fino a 70.000 € (art. 14 del D.L. n. 35/2005)

b) deduzione per importo non superiore a 30.000 € o al 2% del reddito complessivo dichiarato (art. 1 comma 137, della L. 190/2014)

È necessario contattare l’ufficio di segreteria (segreteria@fefonlus.it) per fornire i dati necessari al rilascio dell’apposita ricevuta.

 

Le Note del Ricordo

Tre anni fa si spegneva Pierluigi Petrobelli, insigne musicologo e amico fin dalla fondazione della casa editrice Nova Charta e delle sue riviste. Alla sua memoria, qui richiamata nei ricordi dell’editore, Vittoria de Buzzaccarini, è dedicata l’ultima edizione del progetto “Salviamo un Codice”: l’intervento conservativo sul codice Chiti M. 13, custodito presso la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana.

Pubblichiamo il pdf scaricabile Le Note del Ricordo dell’esplicativo articolo di Claudio Sorrentino apparso in Alumina 50

 

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