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I draghi nella miniatura

Nel nostro ultimo numero, Alumina 51, abbiamo pubblicato un interessante articolo di Annalisa Bellerio sulla simbologia del drago nella miniatura dal titolo: Piccoli mostri. 

Riportiamo un storia mitologica cinese inserita nell’articolo che ben spiega l’importanza dei draghi.

 

I quattro draghi che salvarono la Cina

Un tempo non c’erano né fiumi né laghi sulla terra, ma solo il Mare d’Oriente, nel quale vivevano quattro draghi: Drago Lungo, Drago Giallo, Drago Nero e Drago Perla. Un giorno essi decisero di lasciare il mare per salire in cielo, a giocare tra le nuvole. Da lì in alto videro molte persone che offrivano frutta e dolci, e bruciavano incenso pregando il Dio del Cielo di mandare loro la pioggia. Perché era da lungo tempo che non pioveva, e i campi coltivati inaridivano, l’erba ingialliva e il terreno si spaccava sotto il sole cocente.

 

“Moriranno se non arriverà presto la pioggia”, disse Drago Giallo. Allora andarono insieme al Palazzo del Cielo per chiedere all’imperatore di far piovere. L’Imperatore di Giada aveva potere su ogni cosa, in cielo, sulla terra e nel mare. Egli non fu contento di vedere che i draghi non erano al loro posto.

Drago Lungo si fece avanti e disse: “Maestà, sulla terra i raccolti stanno bruciando. Vi prego, fate piovere subito”. “Bene, andatevene e domani manderò la pioggia”, acconsentì l’imperatore, continuando ad ascoltare i canti delle fate. “Grazie, Maestà”, si rallegrarono i draghi, e tornarono indietro. Ma passarono i giorni e non cadde nemmeno una goccia di pioggia.

 

La gente soffriva sempre di più. Qualcuno mangiava la corteccia degli alberi, qualcuno le radici, e quando l’una e le altre finirono qualcuno si ridusse a mangiare l’argilla. Vedendo tutto questo, i quattro draghi furono presi da grande tristezza, perché capivano che l’Imperatore di Giada badava al proprio piacere e non aveva a cuore il destino degli uomini. Potevano contare solo su se stessi per alleviare la sofferenza di quella gente.

Guardando la vastità del mare, Drago Lungo ebbe un’idea. “Guardate – disse agli altri – non è forse pieno d’acqua il mare in cui viviamo? Potremmo raccoglierla e portarla in cielo, e questa ricadrà come pioggia salvando gli uomini e i loro raccolti.” Gli altri approvarono, ma Drago Lungo continuò: “Se però l’imperatore lo verrà a sapere, ci punirà per questo”. “Farò qualunque cosa per salvare gli uomini”, Drago Giallo disse risoluto. “Cominciamo allora. Non ce ne pentiremo”, aggiunsero Drago Nero e Drago Perla. I quattro draghi volarono sopra il mare, raccolsero l’acqua nelle loro bocche e, risalendo verso il cielo, la spruzzarono intorno. Continuarono ad andare avanti e indietro finché il cielo si oscurò del tutto e in breve tempo l’acqua di mare divenne pioggia che cominciò a cadere. “Piove! Piove! Il raccolto è salvo!” La gente gridava e saltava di gioia.

 

 

Nei campi, le spighe di grano risollevarono la testa e gli steli del sorgo si raddrizzarono. Il Dio del Mare scoprì l’accaduto e lo riferì all’imperatore. “Come osano i quattro draghi portare la pioggia senza il mio permesso?” si adirò questi, e ordinò ai generali del Cielo e alle loro truppe di arrestarli. Sopraffatti dal numero degli assalitori, i quattro draghi non poterono difendersi e vennero presi e portati al Palazzo del Cielo. “Vai e porta quattro montagne da mettere sopra di loro perché non possano più scappare!” ordinò l’imperatore al Dio della Montagna, il quale usò i suoi magici poteri per far volare fin lì quattro montagne, giunte da lontano fischiando nel vento, e con queste seppellì i quattro draghi. Imprigionati com’erano, essi non si pentirono mai di quanto avevano fatto. Decisi a fare per sempre il bene degli uomini, si trasformarono in quattro fiumi, che scorrevano tra alte montagne e valli profonde, attraversando il Paese da ovest a est per riversarsi infine nel mare. E così si formarono i quattro grandi fiumi della Cina: al nord il fiume Heilongjiang o Drago Nero; al centro del Paese l’Huanghe, o Fiume Giallo, e più a sud lo Yangtze o Lungo Fiume; e nel lontano sud lo Zhujiang, il fiume Perla.

 

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