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Alumina 49: l’editoriale

Il numero 49 è uscito nelle librerie ed è acquistabile nel nostro negozio online.

Pubblichiamo l’editoriale del nostro direttore Gianfranco Malafarina, una riflessione sulla lettura e il desiderio di leggere.

Si parla molto di libri, di questi tempi. Iniziative per promuovere la lettura. Campagne televisive di Pubblicità Progresso. Buoni acquisto da distribuire nelle scuole. Aggregazioni e fusioni tra grandi gruppi editoriali per meglio aggredire un “mercato” sempre più ansimante e asfittico.

Festival del libro e della lettura che nascono come funghi, come l’ultima nata, Bookcity, accolta con un certo favore in una Milano che peraltro, in occasione di Expo 2015, potrà anche fregiarsi della pomposa livrea di Città del libro. Per non dire della moltitudine di novità librarie imperniate su lettori, lettrici, storie del libro, bibliotecari eccentrici e codici misteriosi. L’impressione, tuttavia, è che questo blaterare ad alta quota sull’attuale situazione di un ecosistema fragile e delicato come l’editoria libraria, non solo rischi di produrre una quantità industriale di quella specialità nazionale nota come “aria fritta”, ma finisca alla lunga per avere esiti diametralmente opposti a quelli auspicati, contribuendo ad ammantare di un fastidioso alone di ufficialità istituzionale un’esperienza del tutto intima, personale e privata come la lettura e allontanando così dal mondo dei libri, non solo una popolazione già largamente estranea a qualsiasi pur modesta familiarità con la pagina stampata, ma anche il nucleo – finora tenace e irriducibile – dei cosiddetti “lettori forti”.

Queste almeno, stando alle statistiche, le risultanze delle più recenti rilevazioni dell’Istat, secondo cui nel 2014 la quota di lettori di libri (ovvero gli oltre 23 milioni e 750mila italiani di 6 anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro per motivi non stretta- mente scolastici o professionali) è scesa dal 43% al 41,4% del- la popolazione, mentre quasi un lettore su due (45%) dichiara di aver letto al massimo tre libri in un anno e le persone che leggono in media almeno un libro al mese, sono solo il 14,3% dei lettori. Le cose, probabilmente, andranno avanti così ancora per molto tempo. Ed è un peccato, perché l’Italia, e Milano in particolare, erano partiti col piede giusto. Basti pensare ai libri meravigliosi dei Visconti e degli Sforza attualmente in mostra nel capoluogo lombardo. Codici strepitosi, opere di sbalorditiva bellezza, gioielli unici realizzati per volontà di bibliofili raffinati ed esigenti come Gian Galeazzo Visconti o Bona Sforza. Il fatto è che per amare i libri occorre principalmente una cosa: la motivazione. E quella, non c’è incentivo che tenga, è come il coraggio di Don Abbondio.

 

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