Italia. Fascino e mito dal Cinquecento al contemporaneo

Per almeno tre secoli, dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento, l’Italia è stata la meta privilegiata degli aristocratici e degli uomini di cultura di tutta Europa e nel XIX secolo anche del Nuovo Mondo, in quanto il viaggio in Italia – il famoso Grand Tour – costituiva una tappa ineludibile del processo di formazione delle classi dirigenti europee. Ad attirare erano non solo i monumenti e le opere d’arte, ma anche lo splendore del paesaggio mediterraneo e la dolcezza del clima, le feste e le cerimonie religiose, la pittoresca umanità della popolazione e la ricca varietà delle tradizioni popolari, non meno della bellezza delle donne che evocava quella delle divinità antiche o delle Madonne dipinte dai grandi maestri come Raffaello. Si creò così il mito dell’Italia, depositato nell’immaginario collettivo dell’Europa colta.

In occasione di Expo 2015, è possibile ora ripercorrere le tappe più significative di quella straordinaria avventura intellettuale attraverso gli oltre cento capolavori in mostra nella stupenda cornice neoclassica della Villa Reale di Monza che si concluderà il 6 settembre 2015.

Opere che vanno da Lukas Cranach a Van Dyck, da Rubens a Reynolds, da Picasso a Henry Moore, Andy Warhol, Yves Klein e oltre, ma tra le quali spiccano in particolare per lo stupore fresco e incantato dello sguardo le prove dei primi artisti-viaggiatori come Claude Lorrain e Gaspar van Wittel. Quest’ultimo, come è noto, giunse in Italia con un ingegnere olandese che voleva rendere navigabile il Tevere tra Perugia e Roma, seguì l’amico nel corso delle sue indagini e immortalò il glorioso paesaggio fluviale in un bellissimo taccuino riprodotto in facsimile e raccontato da Nova Charta in uno specifico Quaderno di Restauro dal titolo Sul biondo Tevere.

 

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Per informazioni: diffusione@novacharta.it oppure 049657574

 

 

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