Risultati d’asta: Yates, Thompson and Bright, famiglie di bibliofili

Al giorno d’oggi è raro che le biblioteche di famiglia riservino clamorose sorprese ai cacciatori di libri antichi, siano essi librai antiquari, esperti di case d’asta, amici e conoscenti in grado di fiutare tra gli scaffali la rarità ignorata dagli ultimi proprietari o la trouvaille trascurata dagli eredi del collezionista appena deceduto. Generalmente, le grandi collezioni sono ben note agli specialisti sia nelle loro caratteristiche generali che nelle singole eccellenze, oppure, con una punta di delusione degli aventi diritto, rivelano ben presto a chi intende disfarsene lo scarso acume del congiunto bibliofilo, dotato magari di larghi mezzi ma sprovvisto di adeguato discernimento.

 

Fa notizia quindi il fatto che talvolta capiti ancora di imbattersi in un giacimento inesplorato di tesori librari di alta gamma, accumulati da generazioni di appassionati e preservati gelosamente dai discendenti più o meno dotati di una precisa vocazione alla bibliofilia. È il caso di un raffinato assortimento di testi, per lo più rari, dimenticati o del tutto sconosciuti, scoperto dagli esperti di Christie’s chiamati a catalogare la biblioteca di una grande casa di campagna: un cospicuo patrimonio di manoscritti, album e libri a stampa, ammassato dai primi dell’Ottocento agli anni Quaranta del secolo scorso da tre successive generazioni delle famiglie Bright, Thompson e Yates e immesso in asta il 16 luglio scorso, a Londra, in 375 lotti che nonostante qualche invenduto hanno sfiorato complessivamente i cinque milioni di sterline.

Tra i codici più contesi, il top-price (1 milione e 82mila sterline; stima tra 500 e 800mila) è andato a un superlativo Messale miniato per il patriarca di Aquileia da un artista boemo attivo presso la corte asburgica, mentre per 386mila (stima 150-250mila sterline) passava di mano un esemplare della Storia della prima guerra punica di Leonardo Bruni, nella elegante traduzione francese di Jean Lebègue, e superavano le 200mila sterline un codice delle Satire di Giovenale, stimato tra 70 e 100mila sterline, e una Collectanea rerum memorabilium di Caio Giulio Solino, partito da una valutazione compresa tra le 150 e le 250mila sterline. Molto atteso anche un testo di Catherine d’Amboise, Les continuelles méditations de la volubilité et soudaine mutation des créatures raisonnable, ornato di miniature di scuola francese del primo Cinquecento (Bourges): un’opera di sapida e gradevole fattura che partendo da una base di 40-60mila sterline ha fermato il martelletto del banditore a 86mila sterline.

 

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