Lux in arcana

L’Archivio Segreto Vaticano si rivela

Roma, Musei Capitolini, da febbraio 2012.

85 chilometri di scaffali. Centinaia di migliaia, anzi milioni di documenti in cui sono spesso racchiusi frammenti di storia pressoché inesplorati e ancora tutti da studiare. Figure, pagine, momenti di una trama più che millenaria su cui, con la polvere del tempo, si è depositato anche un alone di segreto e di mistero. Questo in sintesi il profilo dell’Archivio Segreto Vaticano, di cui dal mese di febbraio, presso i Musei Capitolini, un centinaio di documenti scelti tra i più significativi della veneranda istituzione illustreranno per exempla la lunga e articolata vicenda. Un Archivio – come spiega il suo responsabile, monsignor Sergio Pagano – che tanto segreto poi non è, visto che è aperto alla consultazione degli esperti e degli studiosi fin dal 1881, ma che in questa occasione si offre anche alla curiosità e all’interesse del grande pubblico, sfatando pregiudizi e leggende care all’immaginario collettivo della cultura di massa. In mostra documenti come il Dictatus Papae di Gregorio VII (1073-1085) e la Deposizione dell’Imperatore Federico II (1245), alcuni documenti sulla causa matrimoniale di Enrico VIII (1530) e le carte superstiti del processo a Galileo. Ma anche documenti più recenti, ancora di scottante attualità, come talune testimonianze del genocidio armeno da parte degli ottomani, dopo la Prima guerra mondiale, e carteggi ancora inediti che getteranno nuova luce sulla figura di Pio XII e il suo ruolo durante la Seconda guerra mondiale e il dramma della Shoah.

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