Benedetto Bordon, un artista colto e versatile
Riportiamo dal numero 2 di Alumina la storia di Benedetto Bordon:

Benedetto Bordon, un artista colto e versatile
di Susy Marcon
Benedetto Bordon fu abile miniatore, ma anche disegnatore per incisioni e curatore di testi figurati, e forse esercitò anche la pittura, se a lui si dovevano i quadri menzionati nel suo primo testamento. Nacque a Padova, da un barbiere, in un anno che si colloca fra il 1445 e il 1450, oppure nel 1460 come suggeriscono fonti discordi nell’indicarne l’età, e morì a Padova nel 1530.
La sua attività si svolse interamente fra Padova e Venezia, e fu varia per tematiche e interessi: spaziò dai soggetti religiosi a quelli cartografici e si caratterizzò per lo sviluppo di temi legati alla classicità, come si addiceva all’ambiente veneto del secondo Quattrocento.
Manoscritti Polironiani
Catalogo dei Manoscritti Polironiani II. Biblioteca Comunale di Mantova (mss. 101-225)
a cura di Corrado Corradini, Paolo Golinelli, Giuseppa Z. Zanichelli, Pàtron Editore, Bologna 2010.
A dodici anni di distanza dalla pubblicazione del primo volume, preceduta peraltro da altri dodici anni di studi e di preparazione, ha visto la luce nel 2010 il secondo volume del Catalogo dei manoscritti polironiani, frutto della competenza e del paziente lavoro di ricerca di un’attrezzata équipe di specialisti, guidata da Paolo Golinelli, nonché ulteriore, fondamentale tappa nella catalogazione del Fondo più antico e prezioso conservato presso la Biblioteca Comunale Teresiana di Mantova. Dopo le cento schede del primo volume, si rendono così disponibili al mondo degli studi altre 125 schede bibliografiche che con le prossime, restanti 160 sono destinate a fornire, nel loro insieme, la prima, compiuta ed esauriente ricognizione di un complesso di codici di assoluta rilevanza storica e di grande valore documentario, tutti provenienti dalla biblioteca del monastero di San Benedetto in Polirone, ma dispersi in varie sedi in seguito alla soppressione napoleonica del 1797.
Il miniatore Guglielmo Giraldi
Riportiamo dal numero 1 di Alumina la storia del miniatore Guglielmo Giraldi.
UN PROTAGONISTA DELL’OFFICINA FERRARESE NEL RINASCIMENTO: IL MINIATORE GUGLIELMO GIRALDI
di Giordana Canova Mariani
Il miniatore Guglielmo Giraldi, detto anche Guglielmo del Magro perché figlio di un sarto così soprannominato, occupa un posto senza dubbio di rilievo nella storia della straordinaria ‘officina’ fiorita a Ferrara nel corso del Rinascimento. La sua lunga vita – abbiamo documenti che lo riguardano dal 1441 al 1496 – fu segnata da un’attività intensa e sempre qualificatissima svolta a servizio delle corti più prestigiose - Ferrara, Mantova, Urbino – ma anche degli umanisti e delle grandi istituzioni religiose. In effetti egli non sembra essere stato solo un virtuoso della miniatura ma anche un uomo di pensosa cultura e di forte religiosità. Parla di un suo particolare spessore culturale la singolare consapevolezza del testo che egli dimostra nell’illustrazione dei classici, cui assiduamente attese, e la sua religiosità si evince non solo dal carattere particolarmente ispirato dei libri liturgici miniati di sua mano, ma anche dalla sua biografia.
Il sito della Società Internazionale di Storia della Miniatura
Una notizia importante per tutti gli amici della miniatura: da qualche giorno, infatti, è on-line il sito della “Società Internazionale di Storia della Miniatura e del Libro Illustrato – Onlus”, la meritoria associazione senza scopo di lucro che si propone di promuovere e valorizzare la tutela e la conoscenza della miniatura e del libro illustrato non solo da parte del qualificato nucleo di specialisti che ne sono stati l’anima fin dagli inizi, ma anche di un pubblico colto ma non specializzato. Sul sito, oltre ad esaurienti ragguagli sulle finalità e gli organi statutari della Società (presieduta come è noto da Giordana Mariani Canova e animata dall’infaticabile attivismo del suo direttore, Alessandra Perriccioli Saggese), un calendario di mostre ed eventi, alcune banche dati e i siti Internet, destinati sicuramente a moltiplicarsi, di biblioteche, riviste e operatori del settore.
Aurae Ligaturae
La Fondazione Biblioteca di via Senato vi regala una speciale visita guidata alla mostra Aurae Ligaturae il giorno 5 aprile alle ore 15.00.
La prenotazione è obbligatoria telefonando allo 02 76215318.
L’iniziativa è GRATUITA
La mostra presenta 130 volumi e legature dal Quattrocento al Novecento provenienti dalla Francia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Italia e Inghilterra. Le coperte dei codici sono considerate molto importanti perché attraverso i materiali, i ferri, gli stemmi, gli emblemi si può dare una certezza maggiore sulla provenienza e la databilità di quel codice, sempre che la legatura sia originale, perché spesso veniva sostituita o cambiata con altra a seconda del gusto del possessore.
La mostra indica un percorso in cui sono illustrate le particolarità dell’esecuzione e della decorazione delle legature nel corso di cinque secoli.
La mostra è aperta fino al 27 aprile (chiuso il 6-7-8-9 e 25 aprile)
da lunedì a venerdì: ore 10.00 – 13.00 e 14.30 – 18.00
Ingresso libero
Les Belles Heures
Musée du Louvre, Salle de la Chapelle, aile Sully al 1 piano
dal 5 aprile al 25 giugno 2012
h.9.00 – 17.45 tranne il martedi; mercoledì e venerdì fino alle 21.45
Il costo del biglietto è di 10 euro. Gratuito per i minori di 18 anni e i minori di 26 residenti nella U.E.
Per informazioni: www.louvre.fr
Dal dipartimento medievale del Metropolitan Museum of Art di New York arriva in esposizione al Louvre di Parigi uno dei più importanti manoscritti di Jean de France, duc de Berry, il fratello di Charles V, intitolato Les Belles Heures.
Il codice fu miniato dai fratelli Limbourg all’inizio del XV secolo.
Il libro d’ore, raccolta di testi di devozione molto diffuso nel Medioevo, è arricchito d’illustrazioni di qualità variabile a seconda del rango sociale e quindi della relativa disponibiltà finanziaria del destinatario. Jean de Berry fece eseguire una serie prestigiosa di questo tipo di manoscritti tra il XIV e la data della sua morte , nel 1416. Quelli pervenuti fino a noi contengono i capolavori della miniatura francese medievale.
Armenia. Impronte di civiltà
Nel 1512 fu stampato a Venezia il primo libro in lingua armena.
Quest’anno in occasione del suo V centenario si svolge una mostra in cui saranno esposte duecento opere di rarissimi manoscritti e miniature esposte in un percorso che si estende dal Museo Correr, al Museo Archeologico Nazionale, alle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana e che ricopre un arco temporale dall’inizio del Cristianesimo fino al XIX secolo.
Una sezione speciale sarà dedicata alla pratica della stampa armena e soprattutto alla documentazione tipografica armeno-veneziana.
L’occasione della mostra darà adito all’esplorazione dei luoghi armeni di Venezia: dall’isola di San Lazzaro fino al museo della Congregazione Armena Mechitarista dove al termine della mostra verrà spostata la sezione dedicata alla stampa armeno-veneziana fino a fine estate.
Ingresso: Un unico biglietto valido per: Palazzo Ducale – Museo Correr – Museo Archeologico Nazionale – Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana. Intero € 14; ridotto: € 8 ragazzi da 6 a 14 anni; studenti dai 15 ai 29 anni; accompagnatori (max 2) di gruppi di ragazzi e studenti; cittadini U.E. ultrasessantacinquenni; titolari di Carta Rolling Venice e Venice Card; possessori di biglietto d’accesso ai musei Civici Veneziani; Soci Fai.
Gratuito: residenti e nati nel Comune di Venezia; bambini 0/5 anni; portatori di handicap con accompagnatore; guide autorizzate; interpreti turistici* che accompagnino gruppi; 1 gratuità ogni 15 biglietti previa prenotazione; membri I.C.O.M.
Orario: fino al 31 ottobre e dal 1 aprile: 10.00 – 19.00; dal 1 novembre e fino al 31 marzo 10.00 – 17.00
Le coperte originali
Qualche tempo fa abbiamo pubblicato la notizia della mostra Royal Manuscripts: The Genius of Illumination che si svolge alla British Library dall’11 novembre al 13 marzo 2012. Vorremmo segnalarvi che all’interno della mostra vi sono dei codici che riportano la loro legatura originale tra cui:
- il Salterio della regina Mary Tudor che risale al 1553 e riporta sulla coperta il melograno, simbolo della regina, i fermagli sono incisi con gli emblemi dei Tudor il cancello della fortezza, il giglio e un leone e un dragone, chiaro segno che questo libro era proprietà personale della regina.
- un manoscritto appartenente a Enrico VIII che però ha una legatura di velluto color cremisi ornato con perle e fili d’argento che riporta il motto di un proprietario successivo: il principe Enrico, figlio di Giacomo VI di Scozia e I d’Inghilterra.
Avete ancora un po’ di tempo per andare a visitare queste meraviglie.















